Pre-training, SFT e RLHF
Un modello moderno nasce in tre fasi: impara la lingua, impara a rispondere, impara a rispondere bene. Ogni fase cambia radicalmente il suo comportamento.
Il video parte solo se lo chiedi: nessuna richiesta a YouTube prima del click.
Quando scarichi un modello e lo trovi in versione base, instruct o chat, stai guardando tre stadi diversi dello stesso percorso. Il percorso ha tre fasi, e ognuna trasforma il comportamento del modello in modo profondo.
1. PRE-TRAINING 2. SFT 3. RLHF / DPO
"leggi internet" "impara a rispondere" "impara a rispondere bene"
trilioni di token → migliaia di coppie → coppie di risposte con
di testo grezzo domanda/risposta giudizio umano: "A meglio di B"
modello BASE modello INSTRUCT modello ALLINEATO
Fase 1 — Pre-training
Il modello legge trilioni di token e impara una cosa sola: predire il token successivo. Nessuna domanda, nessuna risposta, solo testo grezzo — libri, pagine web, codice, enciclopedie.
Da questa fase esce quasi tutto quello che il modello sa: la grammatica, il significato delle parole, i fatti sul mondo, la sintassi dei linguaggi di programmazione, le altre lingue se erano nei dati.
È anche la fase incomparabilmente più costosa: mesi di calcolo su migliaia di schede grafiche, cifre nell’ordine dei milioni. È il motivo per cui i modelli di base al mondo sono pochi, mentre le loro varianti specializzate sono migliaia.
Il risultato è un pappagallo coltissimo che non sa conversare: chiedigli “qual è la capitale della Francia?” e potrebbe rispondere elencando altre domande simili, perché nei dati ha visto molti questionari.
Fase 2 — SFT, l’addestramento supervisionato
Qui il modello vede per la prima volta esempi di come si risponde: migliaia di coppie domanda-risposta scritte o curate da persone.
Non impara fatti nuovi — quelli erano già tutti nella fase precedente. Impara un formato: quando qualcuno chiede qualcosa, la continuazione giusta è una risposta, non un’altra domanda. Da qui nasce il modello instruct.
La quantità di dati è minuscola rispetto al pre-training: decine di migliaia di esempi contro trilioni di token. Cambia tutto lo stesso.
Fase 3 — Allineamento: RLHF, DPO, GRPO
Sapere rispondere non basta: fra due risposte entrambe pertinenti, una può essere più utile, più chiara, più sicura. Questa fase insegna a preferire la migliore.
Il metodo classico è RLHF: si mostrano a valutatori umani coppie di risposte, loro dicono quale preferiscono, con quei giudizi si addestra un modello che assegna un punteggio, e infine si ottimizza il modello per massimizzarlo.
DPO ottiene un risultato simile saltando il modello di punteggio intermedio: usa direttamente le coppie preferite, ed è molto più semplice ed economico. GRPO è la variante che ha reso possibili i modelli con ragionamento esplicito come DeepSeek R1.
È in questa fase che il modello impara anche a rifiutare richieste pericolose, ad ammettere di non sapere, a non inventare con troppa sicurezza. Ed è qui che si paga la famosa “tassa dell’allineamento”: un modello molto allineato può risultare più prudente e un po’ meno brillante di quello grezzo.
Perché la distinzione conta
| Se il modello… | Il problema sta in… |
|---|---|
| non conosce un fatto | pre-training (e si risolve col RAG, non col fine-tuning) |
| non segue il formato che chiedi | SFT, o più semplicemente il tuo prompt |
| risponde ma in modo poco utile | allineamento |
| rifiuta cose innocue | allineamento troppo prudente |
Ricordarsi in quale fase nasce un comportamento evita di cercare la soluzione nel posto sbagliato.
Quando è il modello a scrivere il dataset
Il collo di bottiglia delle ultime due fasi non è il calcolo, sono i dati: servono migliaia di esempi scritti bene, e scriverli a mano costa. Da qui una pratica ormai dominante: usare un modello capace per generare i dati con cui addestrarne un altro.
Modello grande
│ genera migliaia di coppie domanda/risposta
▼
Dataset sintetico → filtrato e verificato → addestramento di un modello piccolo
Funziona sorprendentemente bene, ed è il motivo per cui negli ultimi anni sono comparsi modelli piccoli con capacità che prima richiedevano taglie molto maggiori.
Tre cautele concrete. Il filtro non è opzionale: dati non verificati propagano gli errori del generatore dentro il modello addestrato. Le licenze contano, perché alcuni servizi vietano di usare i propri output per addestrare modelli concorrenti. E c’è il rischio di impoverimento: addestrare ripetutamente su materiale sintetico, generazione dopo generazione, restringe la varietà. La ricetta che regge è mista: sintetico per la quantità, umano per l’ancoraggio alla realtà.
Quando il giudice è un’altra AI
L’ultima fase richiede giudizi umani su migliaia di coppie di risposte: lento e costoso. La variante che si è affermata sostituisce il valutatore umano con un modello che giudica, guidato da una lista di principi scritti.
Il vantaggio è evidente: da migliaia di giudizi umani a milioni di giudizi automatici. Il costo nascosto anche: i pregiudizi del giudice entrano nel modello allineato, e sono documentati — i modelli giudici tendono a preferire risposte lunghe, ben formattate e sicure di sé, a parità di contenuto.
Lo stesso schema si è esteso oltre l’addestramento: “modello come giudice” è ormai un modo comune di valutare i sistemi in funzione. Conoscerne i difetti prima di fidarsene è essenziale: se il giudice premia la verbosità, ottimizzare su quel punteggio produce un sistema verboso.
In sintesi
| Fase | Cosa insegna | Costo |
|---|---|---|
| Pre-training | La lingua e i fatti del mondo | enorme |
| SFT | A rispondere invece che a continuare | basso |
| RLHF / DPO / GRPO | A preferire la risposta migliore | medio |
| Dati sintetici | Un modello scrive i dati per addestrarne un altro: efficace, va filtrato | |
| Giudice automatico | Scala i giudizi, ma porta con sé i propri pregiudizi |
- Training
- RLHF
- Allineamento
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