I parametri di generazione
Temperature, top-p, penalità: le manopole che decidono come il modello sceglie il token successivo, e quindi se la risposta sarà precisa, creativa o incoerente.
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Il modello, a ogni passo, produce una distribuzione di probabilità sul token successivo. I parametri di generazione non cambiano quella distribuzione: cambiano come si pesca da lì dentro. È da questa scelta che dipendono precisione, varietà e coerenza.
Input: "La capitale della Francia è"
"Parigi" 0.85
"una" 0.03
"situata" 0.02
"la" 0.01
... migliaia di altri, con probabilità minuscole
Temperature
È la manopola principale: rende la distribuzione più appuntita o più piatta.
Temp 0.1 Temp 1.0 Temp 2.0
"Parigi" 99.9% 85% 45%
"una" 0.05% 3% 12%
"situata" 0.02% 2% 10%
altri 0.03% 10% 33%
Ai valori bassi il modello sceglie quasi sempre il token più probabile: risposte prevedibili e ripetibili, ideali quando serve precisione. Intorno a 0,5-0,7 si trova il punto di equilibrio usato per la maggior parte dei compiti. Sopra 1,2 le scelte diventano meno ovvie e più originali, con il rischio di perdere il filo. Oltre 1,5 il testo si sfalda.
Stesso prompt, “descrivi il tramonto in una frase”, al variare della manopola:
- 0,0 — “Il sole si tinge di rosso e arancione mentre scende sotto l’orizzonte.”
- 0,7 — “Il cielo si incendia di sfumature dorate mentre il sole abbraccia il mare.”
- 1,5 — “Le fiamme celesti danzavano nervose in un oceano di seta purpurea e pensieri dimenticati.”
- 2,0 — “Lentamente cavallo obliquo tramonto forse cristalli nuvola serpeggiante.” ← non ha più senso
Top-p e top-k
Sono due modi di restringere il campo prima di pescare.
Top-k tiene solo i k token più probabili e ignora tutto il resto: con k=40, il modello sceglie fra i quaranta candidati migliori.
Top-p, detto anche nucleus sampling, è più furbo: tiene i token più probabili finché la loro probabilità sommata raggiunge p. Con p=0,9, se un token vale già l’85% il campo resta strettissimo; se invece le probabilità sono spalmate, la rosa si allarga da sé. Si adatta alla situazione, ed è per questo che oggi è il più usato.
Le penalità
Repetition penalty abbassa la probabilità dei token già usati: serve contro il modello che si incarta e ripete la stessa frase. Valori tipici 1,05-1,15; alzarla troppo produce testo forzato, perché anche le parole che devono ripetersi vengono punite.
Presence e frequency penalty sono varianti dello stesso principio: la prima punisce un token per il solo fatto di essere già comparso, la seconda in proporzione a quante volte è comparso.
Da dove partire
| Compito | Temperature | Top-p |
|---|---|---|
| Estrazione dati, classificazione | 0 – 0,2 | 1,0 |
| Programmazione | 0,1 – 0,3 | 0,95 |
| Risposte tecniche, riassunti | 0,3 – 0,5 | 0,9 |
| Conversazione generale | 0,6 – 0,8 | 0,9 |
| Scrittura creativa | 0,9 – 1,2 | 0,95 |
Un consiglio pratico: muovi una manopola alla volta. Cambiando temperature e top-p insieme non saprai a cosa attribuire il risultato.
Quando il formato non può sbagliare
I parametri visti finora decidono quanta libertà ha il modello. Esiste un livello superiore: costringerlo a produrre solo testo che rispetta una struttura data. Non è un suggerimento nel prompt, è un vincolo applicato durante la generazione.
Il meccanismo è elegante: a ogni passo si azzera la probabilità dei token che renderebbero l’output non valido, e si pesca solo fra quelli ammessi.
Sto generando un JSON e ho appena scritto: {"nome":
Ammessi: " (apre la stringa del valore)
Azzerati: } , parole libere, a capo...
→ il modello non PUÒ produrre JSON malformato: non perché è bravo,
ma perché le alternative sono state rimosse
Va usato ogni volta che l’output finisce dentro un programma: elimina in un colpo la categoria di errori più fastidiosa — la virgola in più, il campo mancante, il commento aggiunto per gentilezza — senza dover ripetere la chiamata.
Due avvertenze. Il vincolo garantisce la forma, non il contenuto: un JSON valido può contenere una risposta sbagliata. E strutture troppo ricche su modelli piccoli peggiorano la qualità, perché il modello spende attenzione a incastrare i campi invece che a ragionare: pochi campi, nomi ovvi, niente annidamenti profondi.
Leggere quanto il modello è sicuro
Molte interfacce possono restituire, insieme al testo, la probabilità di ogni token scelto. È un’informazione che quasi nessuno usa e che vale parecchio.
Risposta: "Il contratto scade il 15 marzo 2027"
"15" 0.94 ← sicuro
"marzo" 0.91
"2027" 0.38 ← qui sta tirando a indovinare
Serve a tre cose concrete: segnalare le risposte incerte invece di presentarle tutte con lo stesso tono, filtrare automaticamente i risultati sotto una soglia, e scegliere fra più generazioni.
Il limite da conoscere: probabilità alta significa “coerente con quello che ho visto nei dati”, non “vero”. Un’invenzione ben radicata può presentarsi con probabilità altissima. È un indicatore di fluidità statistica — ma le probabilità basse restano un ottimo campanello.
Perché la stessa domanda dà risposte diverse
Domanda ricorrente, tre cause distinte che conviene saper separare.
Il campionamento: con temperature sopra zero la scelta è probabilistica, e due esecuzioni possono divergere legittimamente. Il contesto diverso: in chat lo storico cambia a ogni turno, quindi non stai facendo la stessa domanda, la stai facendo dentro una conversazione diversa. Il calcolo in parallelo: anche a temperature zero restano differenze minime, perché le operazioni in virgola mobile su schede grafiche non sono associative e l’ordine delle somme dipende da come il lavoro viene distribuito.
L’ultima spiega perché “deterministico” in pratica significa “quasi sempre identico” e non “identico per costruzione”.
In sintesi
| Parametro | Cosa fa |
|---|---|
| Temperature | Appiattisce o appuntisce la distribuzione: creatività contro precisione |
| Top-k | Tiene i k candidati migliori |
| Top-p | Tiene i candidati fino a coprire una probabilità p: si adatta da sé |
| Repetition penalty | Scoraggia il riuso dei token già visti |
| Output vincolato | La struttura è garantita dal meccanismo, non dalla buona volontà |
| Probabilità dei token | Segnalano l’incertezza, non la verità |
| Riproducibilità | Anche a temperature zero resta un margine, ed è normale |
- Temperature
- Sampling
- Generazione
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L'anatomia di un prompt che funziona: istruzione, contesto, dati e formato. Quattro pezzi che spiegano la differenza fra una risposta vaga e una utile.