Come scegliere un modello
Quattro domande in fila — compito, dimensione, quantizzazione, runtime — che portano dal 'quale prendo?' a una scelta motivata in pochi minuti.
Il video parte solo se lo chiedi: nessuna richiesta a YouTube prima del click.
La domanda “qual è il modello migliore” non ha risposta. Quella giusta è “qual è il modello migliore per questo compito, su questa macchina”, e ci si arriva con quattro passaggi in sequenza.
1. COMPITO cosa devi farci?
2. DIMENSIONE quanto grande può essere?
3. QUANTIZZAZIONE quanto lo comprimi?
4. RUNTIME con cosa lo esegui?
Passo 1 — Il compito
I modelli specializzati battono i generalisti sul loro terreno, a parità di taglia.
Per il codice esistono varianti addestrate su enormi quantità di sorgenti: capiscono strutture e convenzioni molto meglio di un modello generico dello stesso peso. Per la conversazione e la scrittura vanno bene i generalisti. Per il multilingue conta la composizione dei dati di addestramento, e qui le famiglie asiatiche tendono a coprire bene anche l’italiano. Per il ragionamento servono i modelli con pensiero esplicito, che costano più tempo per risposta ma sbagliano molto meno sui problemi a più passaggi.
Passo 2 — La dimensione
Qui comanda la memoria disponibile, e il conto è quello della quantizzazione: parametri per bit diviso otto.
| Memoria | Cosa ci gira comodo |
|---|---|
| 8 GB | modelli 7-8B a 4 bit |
| 16 GB | 8B con margine, 14B a 4 bit |
| 32 GB | 32B a 4 bit |
| 64 GB+ | 70B a 4 bit |
Il principio già visto vale ancora: a parità di memoria, meglio un modello grande molto quantizzato che uno piccolo poco quantizzato.
Passo 3 — La quantizzazione
Nella pratica: Q4_K_M per l’uso quotidiano, Q5 o Q6 se la memoria avanza e vuoi qualche punto di qualità in più, Q8 solo quando la precisione conta davvero e lo spazio non è un problema. Sotto i 4 bit si scende solo per necessità.
Passo 4 — Il runtime
Con cosa lo esegui dipende da cosa ci devi fare. Ollama se vuoi la riga di comando e un’API locale su cui costruire. LM Studio se preferisci un’interfaccia grafica per scaricare, provare e confrontare. Open WebUI se ti serve una chat vera, con più utenti o accessibile dal telefono. Sono i protagonisti della sezione Setup Locale.
Un errore da evitare
Scegliere il modello più grande che entra in memoria non è quasi mai la mossa giusta: se occupa tutto, il sistema inizia a scambiare con il disco e la conversazione diventa frustrante. Meglio lasciare margine e avere risposte fluide.
E soprattutto: provalo sul tuo caso reale. Dieci minuti con i tuoi prompt tipici dicono più di qualsiasi classifica.
Quando conviene cambiare
Ne esce uno nuovo ogni settimana e la tentazione di aggiornare è costante. Ma cambiare ha un costo invisibile: i prompt tarati sul vecchio possono rendere meno, i formati cambiano di sfumatura, e tutto quello che avevi verificato va riverificato.
La regola: si cambia quando il nuovo vince sui tuoi test, non sui benchmark.
Il protocollo minimo, un quarto d’ora: scarica il candidato accanto a quello che usi senza rimuovere niente; fai girare gli stessi venti prompt reali con gli stessi parametri; leggi le risposte affiancate contando gli errori veri, non le impressioni; controlla anche velocità e memoria; se vince, tienilo in prova una settimana prima di buttare il vecchio.
| Segnale | Cambiare? |
|---|---|
| Punteggi migliori sui benchmark pubblici | Da solo, no |
| Vince sui tuoi venti casi | Sì |
| Stessa qualità ma più piccolo o più veloce | Sì, è un guadagno netto |
| Nuova capacità che ti serve davvero | Sì |
| “È uscito ieri e ne parlano tutti” | No |
Il caso in cui vale sempre la pena è il terzo: stessa resa in meno memoria libera spazio per contesto più lungo o per far girare altro sulla stessa macchina.
L’errore da evitare
Scegliere il modello più grande che entra in memoria non è quasi mai la mossa giusta. Se occupa tutto, il sistema comincia a scambiare con il disco e la conversazione diventa frustrante; e ogni token di contesto in più peggiora la situazione, perché anche la cache occupa spazio.
Meglio scendere di una taglia e restare fluidi: la differenza di qualità fra un 14B e un 8B si nota su compiti difficili, quella fra una risposta immediata e una che arriva col contagocce si nota sempre.
Tre scenari concreti
I quattro passi in astratto sono facili da dimenticare. Ecco come si applicano davvero.
Scrivi codice su un portatile da 16 GB. Compito: programmazione, quindi un modello specializzato batte un generalista della stessa taglia. Dimensione: 7-8 miliardi con margine, o 14 al limite. Quantizzazione: Q4_K_M. Runtime: Ollama se lo colleghi all’editor, LM Studio se vuoi provarlo a mano prima. Risultato: un modello per il codice da 7-8B a 4 bit, circa 5 GB.
Rispondi su documenti aziendali riservati. Il vincolo che decide è la privacy: locale, nessuna API. Il modello conta meno di quanto pensi, perché il lavoro vero lo fa il recupero dei documenti — un generalista da 8B basta, e i soldi vanno spesi in chunking e ricerca ibrida. Se il recupero non trova il pezzo giusto, nessun modello salva la risposta.
Ti serve la qualità massima su pochi compiti difficili al giorno. Qui il locale non è la risposta: volumi bassi, difficoltà alta, nessun dato sensibile. API, modello di punta, e la spesa resta contenuta proprio perché le richieste sono poche.
Gli errori che si ripetono
| Errore | Perché costa |
|---|---|
| Prendere il modello più grande che entra in memoria | Il sistema scambia col disco, tutto rallenta |
| Scegliere sui benchmark invece che sul proprio caso | Due modelli vicini nei punteggi possono comportarsi in modo opposto |
| Usare un generalista per il codice | Un modello specializzato della stessa taglia va meglio |
| Cambiare modello a ogni uscita | I prompt sono tarati: ogni cambio va riverificato |
| Ignorare la lingua | Molti modelli rendono meno in italiano che in inglese |
L’ultimo è il più sottovalutato da noi: due modelli equivalenti sui benchmark inglesi possono avere una differenza netta in italiano, e questo si scopre solo provando.
In sintesi
| Passo | Domanda | Regola pratica |
|---|---|---|
| Compito | Cosa devi farci? | Specializzato batte generalista sul suo terreno |
| Dimensione | Quanta memoria hai? | Lascia margine, non riempire fino all’orlo |
| Quantizzazione | Quanto comprimere? | Q4_K_M come punto di partenza |
| Runtime | Come lo esegui? | Ollama, LM Studio o Open WebUI secondo l’uso |
| Quando cambiare | Solo se vince sui tuoi casi reali, non sui benchmark | |
| Errore comune | Riempire la memoria fino all’orlo: meglio una taglia in meno | |
| Scenari | Il vincolo che decide cambia: hardware, privacy, o difficoltà del compito | |
| Errore ricorrente | Riempire la memoria e scegliere sui benchmark invece che sul proprio caso |
- Scelta
- Hardware
- Runtime
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